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UFFICIO STAMPA

LA RICERCA DEL PARADISO

Milano

13 - 21 ottobre 2018

La nuova mostra del fotografo milanese Roberto Salvatore Sirchia dedicata alle persone colpite da disabilità e a chi cerca di supportarle e formarle per farle uscire dal loro isolamento fisico e mentale. In programma fino al 21 ottobre 2018 presso La Casa di Vetro, l’esposizione si compone di 38 immagini stampate in analogico (quasi tutte in formato 30x40) tratte dal fotoreportage che l’autore milanese ha realizzato tra il marzo e il maggio scorsi presso la scuola della Fondazione Giovanni e Irene Cova di Milano, dove ha seguito le speciali lezioni di Kristian, un adolescente che fin dalla nascita ha dovuto affrontare le difficoltà di chi nasce sordo e con un ritardo mentale.

 A seguire il ragazzo di 18 anni, che “ascolta con gli occhi e parla con le mani”, è Erminia Sciacca, la sua assistente all'autonomia e alla comunicazione. Ed è proprio lei ad aver proposto alla direzione della scuola Cova un percorso educativo-didattico individualizzato e personalizzato dal titolo “Le mie mani parlano…”. Un progetto formativo che ha come fine quello di immergere Kristian nel mondo dell’arte facendo così emergere tutta la sua creatività. La proposta è stata approvata dalla Fondazione, in quanto in linea con la storia dell’istituto che nel corso del tempo ha visto alternarsi nelle sue aule illustri esponenti dell’arte come Bruno Munari, Giò Ponti, Nanni Valentini, Carlo Zauli, Nino Caruso e Libero Vitali.

la nuova mostra del fotografo milanese dedicata alle persone colpite da disabilità e a chi cerca di supportarle e formarle per farle uscire dal loro isolamento fisico e mentale. In programma fino al 21 ottobre 2018 presso La Casa di Vetro, l’esposizione si compone di 38 immagini stampate in analogico (quasi tutte in formato 30x40) tratte dal fotoreportage che l’autore milanese ha realizzato tra il marzo e il maggio scorsi presso la scuola della Fondazione Giovanni e Irene Cova di Milano, dove ha seguito le speciali lezioni di Kristian, un adolescente che fin dalla nascita ha dovuto affrontare le difficoltà di chi nasce sordo e con un ritardo mentale.

 

A seguire il ragazzo di 18 anni, che “ascolta con gli occhi e parla con le mani”, è Erminia Sciacca, la sua assistente all'autonomia e alla comunicazione. Ed è proprio lei ad aver proposto alla direzione della scuola Cova un percorso educativo-didattico individualizzato e personalizzato dal titolo “Le mie mani parlano…”. Un progetto formativo che ha come fine quello di immergere Kristian nel mondo dell’arte facendo così emergere tutta la sua creatività. La proposta è stata approvata dalla Fondazione, in quanto in linea con la storia dell’istituto che nel corso del tempo ha visto alternarsi nelle sue aule illustri esponenti dell’arte come Bruno Munari, Giò Ponti, Nanni Valentini, Carlo Zauli, Nino Caruso e Libero Vitali.